Cascina Santa Marta: dal campo alla borsa in uno o due giorni
In breve
- Coltivate senza diserbanti, insetticidi, fungicidi né concimi chimici di sintesi.
- Oltre 40 varietà di verdura a stagione su appena 4,5 ettari, circa 200.000 piante.
- Raccolte a mano, ogni giorno. Anche gran parte del lavoro nei campi si fa a mano.
- Coltivate nel Parco Agricolo Sud Milano, la campagna protetta appena a sud-ovest della città.
- Una cascina a corte documentata dal 1722, restaurata con cura negli anni 2000.
- Apprezzata da ilGolosario e MilanoToday nel 2024 per le sue verdure e il suo banco macelleria.
Quaranta verdure su sei campi da calcio
Cascina Santa Marta coltiva più di 40 varietà di verdura a stagione su 4,5 ettari, più o meno sei campi da calcio. Sono circa 200.000 piante e, secondo il conto della cascina, circa 1.500 chili di verdura a settimana.
Di solito un’azienda agricola sceglie una coltura e la pianta fino all’orizzonte. Qui fanno il contrario, apposta: un appezzamento piccolo, tante colture, tutto lavorato da vicino. I soci la chiamano un’agricoltura né intensiva né estensiva.
Questa settimana il loro negozio online propone pomodori cuore di bue e datterini, zucca Delica, verza, cavolo romanesco, finocchi, porri, bietole, fagioli borlotti e cipolle di Tropea.
Raccolte a mano, ogni giorno
A Santa Marta gran parte del lavoro si fa a mano, e la raccolta sempre. Il loro conto: 10.000 passi al giorno, avanti e indietro tra i filari.
Raccolgono ogni giorno, e le verdure sono in vendita uno o due giorni dopo. Uno o due giorni, dal campo alla borsa.
Quando abbiamo chiesto a Marco cosa distingue le sue verdure, ce l’ha detto in una riga: “Coltiviamo verdure in maniera naturale, la raccolta avviene ogni giorno, queste due cose rendono i nostri prodotti freschissimi e salutari.”
Niente pesticidi, niente concimi di sintesi
Niente diserbanti. Niente insetticidi. Niente fungicidi. Niente concimi chimici di sintesi. È la regola della cascina, e l’obiettivo dichiarato sono verdure senza residui di nessuno di questi.
Il terreno riceve la stessa attenzione del raccolto. I soci lo lavorano per mantenerlo fertile anno dopo anno, e per lasciare spazio alle piante e agli animali che stavano in quei campi prima che qualcuno ci piantasse un porro.
Aggiungono un’ultima riga, sulle persone: il buon cibo non deve nascere dallo sfruttamento della terra, né di chi la lavora.
Perché non ce n’è una uguale all’altra
Abbiamo chiesto a Marco se c’era altro da sapere. Non ha parlato di gusto. “I prodotti non sono tutti uguali come al supermercato, possono variare nella forma e nel peso, a volte presentano qualche imperfezione dovuta alla loro naturalità.”
Quindi una zucchina sarà più grossa dell’altra. Una carota magari si biforca. Su una foglia di verza ci può essere il segno di qualcuno arrivato prima di te.
Chi le coltiva
La cascina è gestita da quattro soci. Marco Traversi segue i campi e i clienti all’ingrosso. Marco Laurenti divide le giornate tra l’amministrazione e i campi, Giacomo Drufuca è il presidente e il maestro macellaio Angelo Canella manda avanti la bottega.
Marco Traversi la cascina non l’ha ereditata. Ci lavorava da anni per l’azienda che gestiva i terreni e la bottega, e quando quell’azienda ha deciso di chiudere gli ha chiesto di subentrare. A febbraio 2022 ha fondato una nuova società con Laurenti e Drufuca. Canella è arrivato un anno dopo.
Fuori dai campi Marco va in bici e fa triathlon, come se 10.000 passi al giorno non bastassero. La parte del lavoro che preferisce è la raccolta, “dove tocchi con mano i risultati del duro lavoro”.
Una cascina sulla mappa dal 1722
Cascina Santa Marta è una delle corti più antiche della Bassa, la pianura a sud di Milano. Il catasto teresiano del 1722 la registra come proprietà del Monastero di Santa Marta di Milano, da cui con ogni probabilità prende il nome.
Tra il 1855 e il 1866 i vecchi edifici hanno lasciato il posto alla corte quadrata chiusa che si vede ancora oggi, con l’ingresso sotto una torre merlata. Un restauro attento negli anni 2000 l’ha recuperata quasi per intero.
Intorno: risaie, campi di ortaggi, alberi da frutto, cavalli e capre. La cascina è a Zibido San Giacomo, dentro il Parco Agricolo Sud Milano, e ci arrivi in bici lungo l’alzaia del Naviglio Pavese.
La bottega e il banco macelleria
In cascina le verdure stanno accanto a un banco macelleria completo. L’ha portato Angelo Canella quando è entrato nel 2023: la carne arriva in mezzene e viene sezionata nei laboratori della cascina.
Il banco è allestito come la vetrina di una pasticceria. Cannoli di carne, “ciambelle” di carne e l’invenzione di casa, il Bollechino, un incrocio tra bollito e cotechino. Si preparano in piccole quantità durante la giornata, e i clienti abituali li ordinano in anticipo.
Sugli scaffali ci sono formaggi, salumi, olio, vino e marmellate, per lo più di piccoli produttori, più la birra del Monastero della Cascinazza, a due chilometri. MilanoToday e ilGolosario ne hanno scritto nel 2024.
Ordina su Nuar, ritira da Le Polveri
Le verdure e la carne di Cascina Santa Marta sono ora sull’app Nuar. Ordina dall’app e ritira il tuo ordine da Le Polveri, in via Vespri, giovedì 22 ottobre, dalle 17:30 alle 18:30.
- Verdure
Ordina su Nuar: https://links.nuar.app/offer/d7af0c61-cfe1-4812-9412-175d0baa3901 - Carne
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